Sarà un giovane fotoreporter italo-georgiano l’artista scelto per inaugurare le Residenze d’Artista in programma a Gibellina nel corso del 2026.  Le prime due settimane di luglio vedranno infatti lavorare “sul campo” Nicolò Vincenzo Malvestuto, classe 2004, nato a Gallarate in Lombardia, da padre italiano e madre georgiana, ma cresciuto e formatosi in Georgia dove ha vissuto con la famiglia studiando e lavorando nel campo del fotogiornalismo. Nicolò è un fotoreporter freelance specializzato in tematiche politiche, sociali e ambientali con un’attenzione particolare per la regione del Caucaso. Le sue foto sono state scelte per diverse pubblicazioni editoriali nazionali e internazionali grazie alla collaborazione con Getty Images. Nel 2021 Nicolò si è diplomato alla Teen Academy dell’International Center of Photography, all’interno del programma Imagemaker’s, mentre dal 2024 vive a Gallarate per frequentare il corso di Scienze dell’Antichità presso l’Università degli Studi di Milano. 

Il lavoro di Nicolò è stato esposto a livello internazionale: Stati Uniti, Georgia, Cina, Francia e molti altri Paesi. Alla fine del 2022, ha ricevuto una Menzione d’Onore dall’UNESCO per il progetto “Borchalou Carpet Weavers”. I suoi reportage fotografici sono stati pubblicati su “The Guardian”, “Der Spiegel”, “Die Zeit”, “The Financial Times Weekend”, “Newsweek” e molte altre testate.

Nicolò Vincenzo Malvestuto – Epifania ortodossa, bagno rituale al lago Paravani, Georgia meridionale – 2023

Il progetto selezionato:

Il progetto di ricerca fotografica proposto da Nicolò, selezionato per partecipare alla Residenza, esplorerà il rapporto tra memoria umana, cambiamento ambientale e dinamiche sociali vissute dagli abitanti di Gibellina in seguito al terremoto del 1968. Un evento, questo, che ha segnato un punto di svolta, dando inizio a una fase di resilienza e restituendo nuova vita ai cittadini del paese distrutto. Tuttavia, le tracce del passato persistono nella memoria collettiva della comunità. “Credo che le storie siano catalizzatrici di cambiamenti – spiega Nicolò nella presentazione del suo progetto fotografico – e, attraverso questa residenza, intendo amplificare le prospettive e le sfide della comunità locale, garantendo che il sapere, le voci degli abitanti e il loro punto di vista vengano ascoltati e rispettati”.

“Questo progetto fotografico di ricerca mi permetterà di documentare e interpretare queste narrazioni – conclude Nicolò – rendendole memoria viva per quanti verranno in futuro. Il mio approccio metterà in dialogo scienza e narrazione, evidenziando come il vissuto storico, il benessere umano e la salute dell’ambiente siano interconnessi. Attraverso ritratti, paesaggi e fotografia documentaria intendo creare una narrazione visiva che rifletta la resilienza, la memoria e il dialogo continuo tra persone, luoghi e natura. La residenza mi offrirà il tempo, lo spazio e il contesto necessario per sviluppare questo lavoro in modo consapevole arrivando, infine, alla produzione di un corpus di opere non saranno solo visivamente coinvolgenti ma anche socialmente significative. Il progetto e la Residenza offerta a Nicolò Vincenzo Malvestuto sono a cura di Massimo Mirabella.